MESSAGGIO DEL VESCOVO AL MONDO DELLA SCUOLA
Agli studenti, docenti, famiglie, personale scolastico

In occasione dell'avvio dell'anno scolastico 2009-2010 mi rivolgo a tutti coloro che a vario titolo sono coinvolti nel mondo della scuola: ragazzi, studenti, insegnanti, dirigenti, operatori e genitori per formulare i miei più fervidi auguri. Il nuovo anno si annuncia carico di attese, cambiamenti, novità e anche di preoccupazioni.

La questione educativa che sta attirando l'attenzione di tutte le componenti della società in questi tempi, risulta cruciale particolarmente nella scuola. La visione cristiana dell'uomo mi fa consapevole che l'educazione è essenzialmente una relazione tra persone caratterizzata da amore, dono e rispetto reciproco ed è orientata a promuovere la libertà. In questa prospettiva l'educazione si presenta come un'esperienza integrale e positiva che riguarda la persona nella sua globalità e la conduce alla responsabilità. Questa sintesi che mira all'unità della persona va promossa affrontando ogni forma di frammentazione.

La società e la Chiesa italiana sono sempre più concordi nell'affermare che non può esistere autentico sviluppo senza un'educazione che sappia formare persone in grado di gestire sistemi complessi, e quindi bisognose di una sapere dinamico che renda ciascuno capace di acquisire sempre nuove attitudini anche al lavoro.

Riflettere sulla complessità dell'educazione ponendo al centro la persona per abilitarla a una libertà responsabile, capace di rispondere alle mutate condizioni sociali e culturali è impegno che anche la nostra Chiesa locale sente suo e lo assume con vigore.
In questo spirito mi preme condividere due convinzioni nel riprendere il nuovo anno scolastico:

L'EDUCAZIONE DELLA PERSONA È IL BENE COMUNE
Sono convinto che, nel considerare la connessione tra educazione e bene comune, deve starci a cuore il suo rilievo antropologico più e molto prima delle procedure e delle tecniche pedagogiche. Come educatori e come cristiani non possiamo lasciarci prendere da un senso di rassegnazione rinunciataria: abitiamo nella frammentazione e nella pluralità di diverse visioni del mondo e della vita convinti che il bene comune è possibile ed esiste, anche se non fa notizia.

LA COMUNITÀ SCOLASTICA COME SOGGETTO IMPEGNATO AD EDUCARE
La scuola non è un apparato anonimo, ma un vivaio di relazioni, è un soggetto che per sua natura richiede cooperazione, capacità di apertura ed educazione alla gioia della scoperta, alla responsabilità per la comunità locale e planetaria, alla ricerca del bene comune.

In questa prospettiva mi pare che la comunità scolastica debba offrirsi come ambiente di iniziazione alla vita perché si presta per favorire il rapporto interpersonale tra persona e gruppo, per valorizzare i diversi soggetti che la compongono (alunni, docenti, dirigenti, genitori, personale Ata.); per accomunarsi alla ricerca di risposte davanti ai problemi della convivenza delle diversità, per favorire l'eccellenza di ciascuno e non di pochi, per riscoprire la responsabilità dei doveri e non solo dei diritti, per intessere il rapporto tra la comunità scolastica e i soggetti della comunità territoriale.

Un tale contesto richiede il riconoscimento e il rispetto reciproci, la comunicazione di azioni e di risorse, la ricerca di ipotesi di lavoro, l'attivazione di progetti condivisi. In una parola direi che la scuola è un ricco laboratorio di umanizzazione. Nel concludere questo mio saluto assicuro a tutti la mia stima e auguro buon lavoro!

+ Italo Castellani
arcivescovo