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Messaggio del Vescovo all'inizio dell'anno scolastico 2008/09
A quanti operano nel mondo della scuola: studenti, docenti, famiglie, operatori scolastici
In occasione dell'inizio di un nuovo anno scolastico mi rivolgo a quanti sono coinvolti in questo
luogo formidabile che è la scuola - ragazzi, studenti, insegnanti, dirigenti, operatori e genitori - per
formulare i miei auguri di buon lavoro.
Ogni avventura al suo inizio porta sempre con sé attese, speranze e anche preoccupazioni, e
questo è ancor più vero quando coinvolge le persone in un processo formativo.
In questi tempi tutta la società e anche la Chiesa italiana prendono sempre più coscienza che
l'educazione non solo è una questione fondamentale e decisiva perché coinvolge tutte le dimensioni
della persona, ma anche nuova, perché avviene in un contesto culturale sempre più articolato e
plurale e, per certi aspetti, inedito.
A tutti e a ciascuno, dunque, il mio apprezzamento nella consapevolezza che la persona è un
mistero insondabile e che il rapporto educativo serve alla sua maturazione e alla sua libertà. In questo
spirito mi preme comunicarvi quanto avverto come importante nel riprendere l'avventura scolastica:
1. La centralità del soggetto in fase di apprendimento
Questa verità, evidente sul piano educativo, si delinea sia sul piano personale, sia su quello
comunitario. Sul piano personale invoca percorsi formativi secondo le esigenze degli alunni in modo
che ciascuno possa sviluppare abilità, attitudini e potenzialità che lo orientino nelle scelte della vita;
ciò chiede alla scuola la capacità di promuovere un'educazione integrale della persona in tutte le sue
dimensioni - corporeità, razionalità, volontà, affettività, spiritualità. - qualificando sempre più i
processi di apprendimento che le sono congeniali.
C'è poi la dimensione comunitaria, poiché l'educazione e l'istruzione sono diritti di ogni persona
e vanno assicurati a tutti, in particolare a quanti sono diversamente abili e a quanti provengono da
altre culture e Paesi.
2. La scuola come comunità educativa
Fare della scuola una comunità significa stabilire un luogo capace di promuovere delle
esperienze dove tutte le professionalità e le responsabilità dei diversi soggetti (alunni, genitori, docenti
e operatori scolastici) siano in grado di elaborare insieme e di offrire una valida offerta formativa e un
progetto educativo coerente e fondato sui valori richiamati dalla carta costituzionale: l'accoglienza, la
ricerca del bene comune, la solidarietà, il dialogo tra le culture, l'impegno per la città e per il Paese
con lo sguardo aperto al mondo.
Un tale progetto non può essere attuato isolatamente, ma chiede di tener presenti altri ambienti
educativi coinvolti nella crescita degli studenti e interagenti in una rete di alleanze che veda il
concorso di insegnanti, famiglie, educatori. Nella consapevolezza di questa necessaria collaborazione
tra tutte le comunità educanti, chiedo anche alle parrocchie di prestare attenzione al mondo della
scuola; l'emergenza educativa infatti ci riguarda tutti.
A conclusione di questo saluto permettete una parola particolare per ciascuno:
- a voi studenti per augurarvi di vivere l'anno che comincia come un'occasione importante per
crescere in sapienza e umanità;
- a voi genitori perché possiate vivere le relazioni con la scuola - e se volete con la comunità
ecclesiale - come aiuto a svolgere l'affascinante missione di primi educatori dei vostri figli;
- a voi dirigenti, docenti e collaboratori della scuola per incoraggiarvi affinché la vostra
professionalità e la passione educativa siano a servizio della crescita integrale dei ragazzi.
Vi confermo la mia stima e rinnovo il mio augurio
+ Italo Castellani
arcivescovo
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